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L’avvocato Fabio Gasparini ospite della rassegna “Punti di contatto” a Ronchi dei Legionari

E’ giunta alla sua terza edizione la rassegna “Punti di contatto” organizzata dall’associazione “Leali delle Notizie” e che rientra all’interno della manifestazione “Autunno da sfogliare… e da ascoltare” organizzata dalla Biblioteca e dall’assessorato alla cultura del comune di Ronchi dei Legionari, che accompagnerà la comunità ronchese e non solo in questo periodo dell’anno.

Tema di questa edizione la vita della donna all’interno della società.

Il primo incontro dei tre previsti si è tenuto martedì 6 novembre alle ore 20.30 nell’Auditorium Comunale di Ronchi dei Legionari con la presentazione del libro “Sei mia. Un amore violento” (Bordeaux edizioni) della giornalista Eleonora De Nardis, che ha dialogato assieme a Carmelina Calivà dell’Associazione “Da donna a donna” e all’avvocato Fabio Gasparini, il quale si è recentemente occupato, quale legale di parte civile, di un notiassimo caso di femminicidio verificatosi in Friuli Venezia Giulia

 Ha introdotto e moderato la serata Arianna Boria, giornalista de Il Piccolo.

Scontro ad Azzano Decimo, muore a 51 anni. Coinvolta finalista di “The Voice”

AZZANO DECIMO. G. D’A., 51 anni, di Tiezzo, presidente del coro Quattro Molini di Azzano Decimo, è morto – martedì 4 settembre – dopo essere stato investito da un’auto.

Al volante c’era A. S., 19 anni, azzanese, finalista del talent show televisivo “The voice of Italy 2018”. Il canto era la passione di entrambi. Ma a farli incontrare è stato il fato, in via delle Rimembranze a Tiezzo, intorno a mezzogiorno.

La cantante (che guidava un’Alfa Romeo) e il corista, in sella alla sua bicicletta, viaggiavano nella stessa direzione. Poi l’imprevisto, riferito da Asia ai carabinieri.

Dai finestrini aperti si è infilato nell’abitacolo un calabrone e la ragazza, che per questi insetti nutre una vera e propria fobia, ha perso il controllo dell’auto. Sbandando, il veicolo ha travolto il ciclista sul ciglio della strada.

La conducente, sconvolta, ha dichiarato ai militari dell’Arma – sul posto la pattuglia dell’aliquota radiomobile di Pordenone e la stazione di Azzano Decimo – di non essersi nemmeno accorta che sulla carreggiata c’era una bicicletta in movimento, in preda come era alla paura.

Subito dopo l’urto A. si è fermata a soccorrere il ciclista, caduto a terra, e ha mobilitato il 118. Sul posto ambulanza e elicottero. Per più di trenta minuti l’équipe medica del 118 ha praticato, invano, le manovre di rianimazione a G. Il battito, però, non è mai ripreso.

Alla notizia, A. è stata colta da un malore: la ragazza, in stato di choc, è stata portata via in ambulanza.

Nel pomeriggio è stata dimessa e con l’avvocato Fabio Gasparini è ritornata alla stazione dei carabinieri di Azzano Decimo per il verbale e le formalità di rito.

La giovane cantante è stata indagata per omicidio stradale. Telefonino e auto della ragazza sono stati sequestrati.

I carabinieri verificheranno, come da prassi, se sia stato utilizzato il cellulare. «A. non stava telefonando – ha precisato l’avvocato Fabio Gasparini –. Ci sono riscontri alla sua versione dei fatti: viaggiava con i finestrini aperti e ha una vera e propria fobia per i calabroni».

La salma è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria, che potrebbe decidere di disporre un’autopsia. È probabile che sia effettuata una ricostruzione cinematica dell’incidente.

Il 51enne azzanese, operaio e da quattro anni senza impiego, lascia la moglie e due figli Mattia.

Il sindaco di Azzano Decimo Marco Putto ha sottolineato come l’impegno sociale di G. D’A. non sia mai mancato nonostante il periodo di disoccupazione.

«Esprimo cordoglio e vicinanza da parte dell’amministrazione comunale alla famiglia per la tragedia – ha dichiarato Putto–. Proprio pochi mesi fa con l’amministrazione comunale gli abbiamo fatto gli auguri di buon lavoro per la presidenza del coro, una realtà che si esibisce in tutta Italia.

In quell’occasione ho subito percepito il suo grandissimo entusiasmo e impegno per questa avventura. Era una persona seria, che prendeva a cuore quello che faceva. È una perdita importante per la comunità» (Dal Messaggero Veneto del 04.09.2018).

LA NUOVA LEGGE SULL’OMICIDIO E LE LESIONI STRADALI: Possibile retromarcia sulla procedibilità d’ufficio in caso di ipotesi non aggravata di lesioni personali stradali gravi o gravissime

La nuova legge sull’omicidio stradale e sulle lesioni personali stradali gravi e gravissime potrebbe subire una parziale retromarcia dopo appena un anno dalla sua entrata in vigore: potrebbe venir meno la procedibilità d’ufficio per il reato di lesioni personali stradali gravi e gravissime. Secondo la riforma del processo penale attualmente in discussione alla Camera dei Deputati, infatti, si potrebbe giungere a un equilibrato compromesso, ossia la permanenza della procedibilità d’ufficio solo nei casi di:

1) uso di alcol o droghe;

2) velocità pari o superiore al doppio di quella consentita e comunque non inferiore a 70 km/h in centri urbani e superiore di almeno 50/km orari su strade extraurbane;

3) circolazione contromano;

4) attraversamento con semaforo rosso;

5) inversione di senso di marcia in prossimità o corrispondenza di intersezioni, curve o dossi;

6) sorpasso in corrispondenza di un attraversamento pedonale o di linea continua.

In tutti gli altri casi non rientranti in tale casistica la procedibilità sarebbe a querela. Si tratterebbe di un cambio di rotta rispetto a uno dei passaggi più contestati della legge n. 46 del 2016. In passato, infatti, le lesioni commesse violando le norme sulla circolazione stradale erano sempre procedibili a querela mentre con l’entrata in vigore dell’articolo 590 bis del Codice Penale, introdotto dalla L. 46/2016, la regola è diventata la procedibilità d’ufficio per tutte le ipotesi di lesioni stradali gravi o gravissime (con lesioni personali superiori a 40 giorni cagionate con comportamento colposo).

Di conseguenza, se un tempo l’inerzia o la mancanza di interesse alla proposizione della querela da parte del leso impediva l’avvio del procedimento penale, dopo l’entrata in vigore della L. 46/2016 il procedimento penale viene instaurato d’ufficio per il solo fatto che la lesione cagionata con comportamento colposo da circolazione stradale è superiore a 40 giorni. Alla luce di quanto esposto, a mio avviso, in attesa che la riforma attualmente in discussione venga approvata nei termini di cui sopra, per tutti i procedimenti ad oggi pendenti relativamente ai numerosissimi casi di ipotesi-base di reato di lesioni personali gravi o gravissime che non rientrano nei 6 punti sopra elencati, è oltremodo opportuno evitare che il procedimento penale si concluda in tempi brevi, mediante sentenza o emissione di decreto penale.

E’ noto, infatti, che nel processo penale la modifica legislativa che porti un favor al reo prevale sulla normativa sfavorevole in vigore al momento della commissione del fatto.

Nel caso di specie, pertanto, qualora la modifica legislativa venga definitivamente approvata (a tal proposito si evidenzia che il Governo ha posto la fiducia ed ha già incassato il via libera dal Senato) si potrebbe usufruire della nuova normativa con procedibilità a querela per tutte le lesioni superiori a 40 giorni derivanti da circolazione stradale salvo per quelle di cui ai 6 punti sopra indicati.

Ciò significa che, in caso di mancata proposizione ab origine e nei termini di legge della querela da parte del leso (il quale ad oggi non ha ragione di proporla, dal momento che la procedibilità è d’ufficio) o di eventuale, successiva remissione della stessa, il procedimento potrebbe concludersi favorevolmente mediante sentenza di “non doversi procedere per mancanza (o remissione) di querela”.

-avv. Fabio Gasparini-