Autore: Segreteria

Polizze assicurative per il superecobonus 110%: attenzione a costi, franchigie e sanzioni

Di seguito un’interessante miniguida al superecobonus per tecnici «asseveratori», commercialisti e consulenti del lavoro tratta da un recente e interessante articolo deIl sole 24 ore.

È partita la caccia alla polizza giusta per i professionisti coinvolti nell’Ecobonus al 110% o Superbonus. Un terreno su cui le norme di legge devono ancora essere chiarite nei dettagli, ma il mercato assicurativo si è già mosso. Sono molte, infatti, le proposte già disponibili, orientate soprattutto alla semplice integrazione di Rc esistenti. E si delineano due percorsi separati tra figure tecniche, deputate alle asseverazioni, e professionisti chiamati ad apporre il sigillo ai visti di conformità.

Attenzione ai dettagli

Le compagnie stanno guardando al versante dei profili tecnici (ingegneri, architetti, geometri e periti in particolare), perché a questi si riferisce il decreto legge 34/20 quando richiede una copertura assicurativa adeguata con massimale minimo di 500mila euro ai tecnici che vogliono asseverare i lavori del superbonus. «Noi proponiamo due strade – spiegano da Reale Mutua – . La prima è una polizza dedicata a ogni singola opera, con massimale adeguato al suo valore e copertura che vale per i dieci anni successivi all’asseverazione. Altrimenti, una formula di massimale a consumo per tutte le asseverazioni che il professionista andrà a svolgere durante la durata del contratto». È molto attivo anche il broker Assigeco, intermediario autorizzato Lloyd’s, convenzionato con vari enti (tra cui Inarcassa), che ha allestito una specifica sezione sul suo canale on line assaperlo.com. «Le normali polizze Rc all risk comprendono la copertura sull’attività di asseverazione, dunque anche quella legata al Superbonus, a meno che non sia esplicitamente esclusa» secondo il managing director di Assigeco, Osvaldo Rosa. «Quindi, nel nostro caso, proponiamo o di adeguare il massimale della Rc esistente, procedura che si può fare online, altrimenti offriamo un’assicurazione stand alone, vincolata alla durata dei lavori, che richiama appositamente il Dl 34/2020». È della partita anche Amissima (holding che nel 2014 ha rilevato Carige assicurazioni), convenzionata con alcuni enti tra cui Agefis, l’associazione dei geometri fiscalisti. Anche in questo caso, chi non è cliente può stipulare un nuovo prodotto con il richiamo al decreto. «Altrimenti, chi ha già una Rc può semplicemente integrare il contratto con una appendice di polizza, dove si specifica che il massimale costituisce una copertura assicurativa autonoma per quella attività» aggiunge il presidente Agefis, Mirco Mion.

Ma non tutte le compagnie compagnie e broker interpellati dal Sole 24 Ore ritengono sufficiente l’attuale polizza Rc obbligatoria per i professionisti. C’è chi ipotizza una copertura specifica. «Il professionista tecnico che attesta e assevera dovrà avere una polizza esclusivamente dedicata per tale attività, con massimali adeguati e a sua maggior tutela una validità temporale che possa garantire richieste di risarcimento almeno per i 10 anni successivi» secondo Cristiano Dalgrosso, Head of Consumer and commercial continental Europe del broker Marsh. «Per fugare i dubbi – commentano dal team Professional Services di Aon, la sezione dedicata ai professionisti del broker internazionale, di recente convenzionato con il Consiglio nazionale degli ingegneri – sarebbe importante che il Mise o l’agenzia delle Entrate precisassero una linea da seguire».

I professionisti fiscali

La “grana” assicurazione sembra meno complicata per commercialisti o consulenti del lavoro, chiamati in ultima istanza ad apporre il visto di conformità, che la legge identifica nel cosiddetto “visto leggero”, ai sensi del Dlgs 241/1997. «Questa mansione, infatti, rientra nell’attività abituale di queste categorie e la maggior parte delle assicurazioni all risk la copre» afferma Maurizio Postal, consigliere nazionale Commercialisti, con delega alla fiscalità. Ma, se si può escludere la necessità di un’assicurazione nuova di zecca, deve comunque essere verificato che l’apposizione del visto sia in effetti compresa nella propria polizza. Inoltre, specialmente per i soggetti che si troveranno a gestire numerose pratiche con importi dei lavori consistenti, sarà opportuno verificare con la compagnia se il massimale resti adeguato o sia da aumentare.

I costi e le condizioni variabili

Da alcune simulazioni e proposte di polizze che il Sole 24 Ore è riuscito a visionare emerge una grande variabilità. Una Rc base che includa l’attività di asseverazione può partire da 350 euro di premio. Ma una polizza ad hoc per il Superbonus, per un importo lavori tutto sommato contenuto (80mila euro), richiesta da un singolo professionista, è arrivata a costare 1.050 euro di premio, inclusa la percentuale di intermediazione del broker. Per professionisti o studi che saranno impegnati in lavori da diversi milioni di euro è naturale che il costo lieviterà a diverse migliaia di euro. Ma il prezzo non è la sola variabile da considerare. Va prestata attenzione alla quota di franchigia/scoperto, cioè quella parte che in tutti i casi resta in carico all’assicurato. Se a causa di una asseverazione sbagliata il contribuente perde il diritto al Superbonus, il danno causato dovrebbe configurarsi come “perdita patrimoniale”. E alcune Rc in commercio, a questa voce, impongono scoperti fino al 20 per cento. Meglio trattare al ribasso. Dunque, in questa fase, la strategia migliore è confrontarsi con la propria compagnia, agenzia o broker abituale per valutare la soluzione migliore. Ed eventualmente informarsi con l’ordine professionale sull’esistenza di un servizo di consulenza o di convenzioni apposite.

Diffamato il vicesindaco: l’ex assessore è assolto

Diffamato il vicesindaco su Facebook. Non era legittima critica politica a M.M. quella apparsa sul profilo «La Bacheca da Cas», la bacheca di Casso, ma un post sulla Protezione civile, che meritava un processo per diffamazione aggravata. Ma l’amministratore della pagina G.D.L., che in provincia di Belluno è stato a lungo presidente di Longarone Fiere e attualmente è a capo di HydroGea, la società affidataria della gestione del servizio idrico integrato di Pordenone e altri Comuni, è stato assolto dal giudice Zantedeschi per non aver commesso il fatto, con la formula dubitativa. Non è infatti sicuro che sia stato proprio D. L. a scrivere quel messaggio. Il pm Modena aveva chiesto una condanna alla multa di 1.500 euro e il difensore di parte civile V.M. aveva aggiunto un risarcimento danni.

L’avvocato friulano Fabio Gasparini era l’unico che credeva nell’assoluzione, che è effettivamente arrivata.

Il 29 giugno di tre anni fa sul social dei paesani di Casso era comparso un post indirizzato al sindaco P. e al vice M.: «Alla nuova amministrazione comunale va il merito di essere riuscita a porre mano alla Protezione civile sulle boiate prodotte dall’amministrazione delle quattro zeta cioè zero esponenziale P. – M., che avevano fatto attuare un intervento di Protezione Incivile nelle località Rosei e Repil. Iniziati i lavori qualche giorno fa». M., in particolare, si era sentito diffamato e aveva chiamato l’avvocato di fiducia, presentando una querela. Le indagini preliminari erano risalite a G. D. L., anche perché sullo stesso profilo c’è un link, che rimanda al sito www.giovannidelorenzi.it. L’ex assessore della giunta precedente ha scelto il rito abbreviato, che si è svolto tutto sugli atti del pubblico ministero. Dopo le richieste delle parti, il giudice ha assolto l’imputato per non aver commesso il fatto. Dal Corriere delle Alpi del 17.10.2020

Indagato per stalking a due commercialisti

(Dal Messaggero Veneto del 04.09.2020) Stalking a due commercialisti, imprenditore finisce nei guai. Il giudice per le indagini preliminari Monica Biasutti gli ha imposto il divieto di avvicinarsi agli studi professionali e alle abitazioni private delle persone offese. L’indagato, un 72enne pordenonese, rappresentante legale di un’azienda in concordato, dovrà rimanere a 500 metri di distanza dai luoghi frequentati dai due professionisti, pena l’aggravamento della misura cautelare.All’imprenditore, difeso dall’avvocato Luca Donadon, il pm Federico Baldo, che coordina l’indagine, ha contestato una serie di atti persecutori nei confronti del liquidatore giudiziale del concordato e del suo socio di studio, incaricato dal tribunale di seguire gli adempimenti fiscali e la contabilità della procedura. Gli inquirenti hanno ricostruito le condotte: invio di più mail minacciose o ingiuriose nell’arco della stessa giornata, incursioni a cadenza settimanale nello studio dei professionisti accompagnate da scenate («Siete tutti dei mafiosi»), appostamenti fuori dall’abitazione privata del liquidatore giudiziale (una volta ha fermato pure la moglie del commercialista). La procura ha contestato all’indagato di aver indotto i commercialisti a cambiare le proprie abitudini di vita e professionali con le sue condotte: sono giunti a temere per la propria incolumità, si guardavano in giro con circospezione quando raggiungevano l’ufficio per paura di incrociarlo. Il liquidatore ha escluso le sue mail su pc e telefonino mentre il collega ha bloccato sul cellulare il contatto per non ricevere più le sue telefonate.Ieri l’indagato è rimasto in silenzio dinanzi al giudice Biasutti. All’interrogatorio ha partecipato anche il pm Baldo. Interpellato, l’avvocato Donadon ha precisato di aver suggerito al cliente di avvalersi onde valutare gli atti, rimarcando che «il reato di stalking, istituito per proteggere le donne da chi le perseguita, è invocato oggi in liti condominiali o usato da professionisti per allontanare clienti che telefonano troppo spesso o scrivono troppe mail». I due professionisti, assistiti dall’avvocato Fabio Gasparini, hanno presentato un esposto in procura a luglio 2019, quando hanno ravvisato ripercussioni sulla loro attività. Il 21 febbraio di quest’anno il questore Marco Odorisio ha emesso un ammonimento nei confronti dell’imprenditore. Superato il lockdown, l’indagato ha ricominciato a contattarli. I due commercialisti si sono determinati a depositare una nuova memoria in procura. È scattata così la misura cautelare del divieto di avvicinamento.